Recupero credito parziale: come recuperare il residuo?

Ricevere un pagamento solo parziale di un credito può essere frustrante, soprattutto quando hai fornito un servizio o consegnato un prodotto nel pieno rispetto degli accordi. Tuttavia, un saldo parziale non estingue il debito: esistono validi strumenti giuridici per recuperare la parte residua. Ecco cosa puoi fare, passo dopo passo.

Definisci la situazione debitoria e documenta tutto

Il primo passo è sempre quello di verificare con precisione quanto è stato già  effettivamente pagato e quanto risulta ancora dovuto. 

Raccogli tutta la documentazione, in particolare:

  • fatture;
  • contratto dal quale sorge l’obbligazione;  
  • eventuali ricevute di pagamento o bonifici;  
  • ogni comunicazione scritta (email, messaggi, lettere) relativa all’accordo.  

Una documentazione completa sarà fondamentale in ogni fase successiva, sia per eventuali trattative amichevoli sia — se necessario — per procedere legalmente.

Tenta un sollecito bonario

Prima di ricorrere agli strumenti giudiziari, è sempre consigliabile tentare una soluzione amichevole. 

Invia un sollecito scritto, chiaro e cortese, specificando:

  • l’importo residuo dovuto;  
  • la scadenza per il pagamento (di solito 7 o 15 giorni);  
  • le modalità di versamento preferite;
  •  un riferimento alla fattura o al contratto originale.  

Un tono professionale e fermo può favorire il dialogo e risolvere la questione senza ulteriori perdite di tempo o costi.

Intimazione e costituzione in mora: il passaggio formale

Se il debitore non risponde o ignora il sollecito, il passaggio successivo è la costituzione in mora di cui all’art. 1219 c.c. 

Trattasi di una comunicazione formale, da inviare tramite PEC o raccomandata a/r, con la quale si intima il pagamento entro un termine preciso, avvertendo che in difetto di adempimento si procederà per vie legali.  

La messa in mora ha i seguenti effetti: 

  • interrompe il termine di prescrizione;
  • l’inizio della decorrenza degli interessi moratori, nella misura dell’interesse legale, se non pattuiti diversamente;
  • l’obbligo in capo al debitore di risarcire l’eventuale danno;
  • il passaggio del rischio che la prestazione divenga impossibile in capo al debitore.

 Il decreto ingiuntivo e il precetto

Se il debitore persiste nel non pagare, potrai rivolgerti al Tribunale per ottenere il recupero coattivo di quanto ti spetta, mediante l’emissione di un decreto ingiuntivo. 

I presupposti fondamentali per ottenere un decreto ingiuntivo sono:

  • l’esistenza di un credito (di denaro, cose fungibili o beni mobili), che deve essere certo, liquido ed esigibile; e
  • l’obbligo di fornire una prova scritta di tale credito (come un contratto, fattura, o titolo di credito), dimostrando la sua precisa quantificazione e scadenza.

Il titolo dovrà essere notificato al debitore, se quest’ultimo non si oppone entro 40 giorni, il decreto diventa esecutivo. 

Una volta notificato il decreto, dovrai notificare il precetto mediante il quale intimerai il debitore di adempiere l’obbligo risultante dal decreto un termine non minore di dieci giorni, con l’avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata.

Se il decreto è provvisoriamente esecutivo decreto e precetto potranno essere notificati congiuntamente. 

L’ausilio di un Avvocato in questa fase diviene necessario, fatte salve richieste di importi irrisori. 

Il recupero giudiziale e il pignoramento

Come detto, quando l’ingiunzione non basta e il debitore continua a non pagare, entra in gioco la fase esecutiva. 

Il pignoramento può avere ad oggetto conti correnti, stipendi, beni mobili (anche registrati) o immobili del debitore.

È una fase più costosa con tempistiche più lunghe ma in genere risolutiva.  

Diversamente se intendi avviare una causa ordinaria per importi sino a € 50.000 si renderà necessario avviare in via preliminare la procedura di negoziazione assistita, quale condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria.

Monitora i termini e la prescrizione

Un errore comune è lasciare passare troppo tempo. 

Il termine di prescrizione è differente a seconda del tipo di credito, ad es. per i crediti derivanti da contratto sarà di 10 anni mentre per i crediti derivanti da prestazioni professionali (es. avvocati, commercialisti, geometri, periti, medici) sarà di 3 anni.

Controllare la scadenza e agire in tempo è fondamentale per non perdere il diritto al recupero.

Conclusione

In definitiva, quando un debito viene saldato parzialmente, il creditore può, senza dubbio, agire per ottenere il saldo residuo. 

Prima di promuovere qualsiasi azione, gioverà compiere una valutazione di natura economica, dovendo necessariamente tenere conto dei costi della procedura in relazione all’importo residuale da recuperare nonché della fattibilità del recupero stesso, con riguardo alla consistenza patrimoniale del debitore.

Agire tempestivamente, raccogliendo prove e mantenendo un tono garbato, spesso evita lo scontro giudiziario.  

Quando la collaborazione non è possibile, affidarsi a un avvocato specializzato nel recupero crediti è la scelta più sicura per tutelare i propri diritti e ottenere quanto ti spetta.

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